
Niscemi prova a ripartire. O quantomeno prova a ripartire la scuola. Da domani gli studenti torneranno sui banchi, anche se non tutti nei loro istituti.
La decisione è maturata al termine della riunione del Centro di Coordinamento dei Soccorsi, che si è tenuta ieri nella sede della Protezione civile della Prefettura di Caltanissetta.
Una buona notizia in questo inferno che si è venuto a creare con ulteriori cedimenti di terreno anche nelle ultime ore.
E' dal 25 gennaio, giorno della frana, che le scuole a Niscemi sono chiuse.
Gli istituti “Belvedere”, “Don Bosco” e “San Giuseppe” non sono crollati, ma fanno parte della zona rossa dove il terreno ha ceduto portando con sé case e auto. A causa degli allacci al metano interrotti il Sindaco è stato costretto comunque a chiudere tutte le scuole del paese.
Un disagio enorme per i ragazzi, già molti di loro psicologicamente affranti per la distruzione del loro quartiere e delle loro abitazioni.
Il piano di riorganizzazione riguarda complessivamente 323 studenti: 138 bambini della scuola dell’infanzia e di 185 alunni della scuola primaria.
La Preside Licia Concetta Salerno, che dirige tutte e tre le sedi (dato che fanno parte di un unico istituto comprensivo) ha affermato che “molti maestri, professori e alunni hanno perso la casa. Altri sperano di rientrare al più presto. È un momento triste anche per la scuola. Ho incontrato alcune mamme per dar loro coraggio e stiamo raccogliendo materiale didattico per chi non l’ha più”.
Gli alunni degli istituti inagibili saranno ospitati nelle scuole Mario Gori, Bufalino e Pirandello, tutte facenti parti dell'istituto comprensivo ‘Verga’ di Niscemi.
Sono state traslocate in questi giorni circa una ventina di aule (compresi arredi e materiali didattici).
“Siamo stati nei plessi in zona rossa, accompagnati dai Vigili del Fuoco che ci hanno scortati - prosegue la dirigente - abbiamo svuotato le aule e trasferito tutto ciò che ci serviva. Il momento della chiusura delle strutture inagibili è stato molto doloroso e commovente. In questi giorni abbiamo già registrato tantissima solidarietà da parte di altre scuole e di privati, che si sono volontariamente offerti di portare quaderni e libri per i nostri bambini. Questo è un segnale importante che apprezziamo tantissimo. Ma devo dire che tutta l'Italia ci sta mostrando vicinanza”.
Per i primi giorni forse saranno necessari i doppi turni ma non la didattica a distanza.
Una soluzione d’emergenza non ideale ma necessaria per garantire la continuità didattica.
Ma nel frattempo la preoccupazione degli sfollati non si attenua. Le famiglie costrette ad abbandonare le abitazioni in zona rossa raccontano un isolamento che va ben oltre i disagi logistici.
«Qui servono interventi immediati, altro che Ponte sullo Stretto» gridano i cittadini.
Accanto alla gestione dell’emergenza materiale, prende forma anche la risposta sul piano psicologico e sociale.
Insieme alla riapertura delle scuole nelle prossime ore saranno attivi a Niscemi anche degli sportelli di supporto psicologico pensati per offrire sostegno agli studenti e alle famiglie presso l’Istituto superiore “Leonardo da Vinci” e il Centro Educativo Ambientale di via Angelo Marano.
“Ora il nostro obiettivo è quello di ridare ai bambini un senso di normalità, quindi il rientro a scuola è per noi anche un ritorno alla vita. Quando torneranno li abbraccerò tutti” conclude la Salerno.










