
TikTok è diventato il social network più diffuso tra le nuove generazioni, grazie alla sua capacità di diventare popolari e di generare guadagni in maniera non troppo complicata. Video brevi, editing integrato, effetti e musica librerie ampliate permettono a chiunque di raccontare una storia o condividere una passione in modo immediato. L’algoritmo favorisce contenuti di nicchia, permettendo a creatori emergenti di raggiungere un pubblico anche senza una grande base di follower. Ecco che quindi molti creator hanno monetizzato la loro attività su TikTok attraverso sponsorizzazioni, regali virtuali e collaborazioni con marchi.
Noi che siamo dalla parte dei giovani e pensiamo sia importante favorire canali che gli diano voce, reputiamo che questo social sia uno strumento utile per loro, perché con esso hanno modo di esprimersi e dire la loro al grande pubblico. Dall’altro però siamo anche consapevoli dei rischi che comporta l’”iperconnessione” e l’interazione frequente con il mondo virtuale. Ne abbiamo parlato in diversi articoli proprio qui su SudLife.
C’è chi invece questo social non lo vede proprio di buon occhio. A demonizzarlo è Francia, che sta pensando di vietarlo del tutto ai ragazzi sotto i 15 anni e nella fascia oraria dalle 22 alle 8 ai ragazzi tra i 16 e i 18 anni. Tra le misure figura anche l’idea di introdurre un “reato di negligenza digitale” per i genitori. Secondo i membri della commissione, tale stretta dipende dal fatto che il social potrebbe compromettere la salute mentale dei giovani.
La proposta è stata avanzata da una commissione parlamentare d’inchiesta in seguito il rapporto relativo agli effetti psicologici sui minori presentato lo scorso 11 settembre.
Per stilare il rapporto sono stati ascoltati 178 esperti, stakeholder e testimoni e sono state raccolte oltre 30 mila risposte in una consultazione pubblica. “È uno dei peggiori social network per i nostri giovani. È illegale, ricorre a recidive e contiene contenuti tossici che generano dipendenza – afferma la relatrice Laure Miller (Ensemble pour la République) – Inoltre ci sono altri impatti negativi sui minori come perdita di attenzione e concentrazione, disturbi del sonno e problemi di autostima, soprattutto nelle adolescenti che confrontano standard di bellezza irraggiungibili”.
Nella prefazione, il presidente della commissione, Arthur Delaporte (Partito Socialista), concorda: “Il verdetto è chiaro: questa piattaforma espone consapevolmente i nostri ragazzi a contenuti tossici, pericolosi e addictive”.
Dallo scorso marzo la commissione ha ascoltato famiglie di vittime, gestori dei social e influencer per analizzare l’algoritmo di TikTok. Entro la fine del 2024 sette famiglie avevano avviato un’azione legale contro TikTok, accusando la piattaforma di esporre i propri figli a contenuti che avrebbero potuto spingerli al suicidio, mentre il social sostiene regolarmente di porsi la sicurezza dei giovani come massima priorità.
I responsabili di TikTok, appartenente al gruppo cinese ByteDance, davanti alla commissione hanno descritto il loro sistema di moderazione basato sull’intelligenza artificiale, che ha permesso di rimuovere proattivamente il 98% dei contenuti che violavano le regole nel 2023 in Francia. I deputati francesi hanno definito questi sforzi “inadeguati”, ritenendo che le normative del social siano facili da eludere.










