
L’Intelligenza Artificiale come ampiamente previsto è ormai utilizzata anche dai giovani, sia per motivi ludici e per passatempo, ma anche per motivi lavorativi e di studio.
A dirlo è una recente ricerca effettuata da Tortuga in collaborazione con Yellow Tech, che ha coinvolto oltre 3.800 tra insegnanti, studenti delle superiori e personale ATA, provenienti da 274 scuole in 18 regioni italiane.
Da questo studio emerge che sono 8 su 10 i ragazzi di età compresa tra i 13 e i 19 anni che ne usufruiscono abitualmente e in tutta Italia sono circa 200.000.
Nonostante questa alta percentuale, il paradosso è che tuttavia più di un terzo degli insegnanti (il 36%) non pensa che i propri studenti utilizzino questi strumenti avanzati. Una percezione insomma distante dalla realtà, forse frutto della poca conoscenza o la diffidenza verso l’A.I.
Nel complesso, solo il 66% degli insegnanti riconosce le potenzialità positive della GenAI e la utilizza settimanalmente per migliorare il proprio lavoro: la usano principalmente per preparare materiali didattici e come supporto durante le verifiche.
Tuttavia, tendono a sottovalutare l’alto potenziale dell’IA anche per le attività amministrative e burocratiche, e spesso non riflettono sulle modalità di utilizzo da parte degli studenti, che può essere distorto o improprio.
Chi invece non la utilizza tende a considerarla una minaccia al pensiero critico. Di conseguenza, l’uso di strumenti avanzati, invece di migliorare l’apprendimento, tende a rallentare o a essere ostacolato.
Il risultato di tutto ciò è che il 71% degli studenti percepisce una diminuzione della fiducia da parte degli insegnanti. D’altra parte, due terzi dei docenti preferirebbero premiare un elaborato meno valido ma realizzato autonomamente, piuttosto che uno più accurato ma supportato dall’IA. Tuttavia, tre insegnanti su quattro (75%) concordano che la GenAI potrebbe essere uno strumento utile per aiutare gli studenti in difficoltà, con la percentuale che sale al 78% tra chi la utilizza regolarmente.
Dalla ricerca si scopre anche che l’uso degli algoritmi da parte degli studenti si limita spesso a funzioni di semplice convenienza: il 57% si limita a verificare le risposte corrette o a cercare idee, senza approfondire realmente le tematiche.
Recentemente è stato pubblicato il D.M. n. 166 del 9 agosto 2025, che riguarda l’implementazione di un Servizio Digitale dedicato all’Intelligenza Artificiale (IA) sulla piattaforma UNICA.
Allegato al decreto ci sono le Linee guida per l’introduzione dell’IA nelle scuole, che sono parte integrante del decreto stesso. Queste linee guida fanno riferimento sia a norme internazionali che nazionali, tra cui in particolare l’AI Act (Regolamento UE 2024/1689 del Parlamento Europeo e del Consiglio).
Lo scopo della guida è di illustrare sinteticamente il contenuto delle Linee guida sull’IA, concentrandosi sulle azioni richieste a ogni istituzione scolastica, creare una check-list operativa delle attività da svolgere e descrivere il Servizio Digitale sull’IA che sarà integrato nella Piattaforma Unica.











