
Che stare troppe ore davanti ai videogames faccia male al nostro cervello lo si sa già da anni.
Può causare irascibilità, a stress, ansia, frustrazione e difficoltà di concentrazione. Può portare il soggetto ad isolarsi e a rischiare di finire in depressione, circondandosi di avatar e personaggi immaginari e preferendo il mondo virtuale a quello reale.
Se la pratica si protrae nel tempo, può diventare una vera e propria dipendenza, riconosciuta come tale dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2018.
Insomma stare troppo davanti alla console può portare ad effetti molto negativi dal punto di vista psicologico.
Ma che possa far male anche fisicamente è forse meno risaputo.
Eppure stando ad un recente studio condotto dalla Curtin University di Perth, in Australia, e pubblicato sulla rivista Nutrition, sembra che stiamo crescendo una generazione di obesi e insonni, poiché lo stare oltre dieci ore alla settimana davanti ad una consolle può avere effetti negativi su alimentazione, sonno e peso corporeo, con ragazzi che tendono a mangiare peggio, dormire meno e ad avere un indice di massa corporea più elevato.
L’indagine ha coinvolto 317 studenti universitari australiani e ha analizzato la frequenza e l’intensità dell’uso dei videogiochi, mettendole in relazione con stile di vita e indicatori di salute.
I risultati mostrano che chi superava le dieci ore settimanali di gioco presentava una dieta di qualità inferiore, un indice di massa corporea più alto (26,3 kg/m² contro i 22,2 di chi giocava meno), una qualità del sonno peggiore e livelli più bassi di attività fisica.
Un altro dato rilevante riguarda l’età di inizio: la maggior parte dei grandi utilizzatori aveva cominciato a giocare in modo intensivo già in età molto giovane. Un elemento che, sottolineano gli studiosi, suggerisce come le abitudini di gioco sviluppate durante l’infanzia e l’adolescenza tendano a consolidarsi e ad accentuarsi negli anni universitari. Da qui l’appello all’importanza di interventi precoci, per promuovere un uso più equilibrato dei videogiochi fin dalle fasi iniziali della crescita.
Il voler arrivare ad un livello successivo, il desiderio di scoprire il nuovo mondo o di arrivare alla meta, porta infatti i giovani a non volersi staccare mai dal joystick (e del resto i videogames sono stati creati apposta per creare una sorta di dipendenza). Ne consegue che si va a letto più tardi e si fa fatica ad addormentarsi subito poiché l’adrenalina è ancora alta ne corpo. E non parliamo del mangiare. Sedersi a tavola a perdere tempo a cucinare? No grazie, meglio cibo spazzatura come patatine e dolcetti.
Secondo gli autori, il rapporto tra videogame e salute è tutt’altro che lineare. Un uso moderato non sembra comportare particolari rischi, ma la situazione cambia quando il tempo dedicato al gaming aumenta in modo significativo. In questi casi, spiegano i ricercatori, le ore trascorse a giocare possono sottrarre spazio ad attività fondamentali per il benessere, come l’esercizio fisico, la preparazione di pasti equilibrati e un adeguato riposo notturno. Inoltre, il forte coinvolgimento mentale tipico dei videogiochi più immersivi può ridurre l’attenzione verso i segnali del corpo, alterando la percezione di fame, sazietà e stanchezza o stimolando l’appetito attraverso i meccanismi cerebrali della ricompensa.










