
Prima il Carnevale era una festa che durava meno di una settimana. Si facevano due giorni di vacanza a scuola, in occasione del giovedì e martedì grasso, si andava la domenica in giro a spargere coriandoli e stelle filanti, si ballava in piazza o in locali di oratorio e poi tutto finiva lì nel giro di qualche ora.
Da qualche anno invece, complici gli ingenti finanziamenti che alcune amministrazioni hanno erogato, tutto si è ingigantito e gli eventi iniziano con molto anticipo. Ecco che anche in alcuni comuni italiani già dallo scorso weekend sono partiti i primi carri, si sono indossate maschere e costumi e si sono svolti i primi spettacoli musicali.
Tutto molto divertente e festoso come sempre, se non fosse che la generazione che avanza ha idee differenti. Se da una parte molti giovani continuano a divertirsi organizzando feste a tema e ideando costumi originali, dall’altra non manca chi sceglie di trascurare completamente questa ricorrenza, ritenendola poco significativa o ormai superata.
Partiamo da chi continua ad apprezzare il Carnevale: per loro l’elemento centrale resta il travestimento. Accanto ai costumi classici, sono sempre più diffusi quelli ispirati a serie televisive, film e fenomeni virali del web.
Negli ultimi anni, in particolare, si è affermata la moda dei costumi di gruppo, in cui amici e compagni si mettono d’accordo per impersonare personaggi famosi di un determinato film, cartone o serie tv.
Un altro elemento, che è sempre più in crescita, è l’interesse verso i carri allegorici. Complice anche l’evoluzione di queste opere, sempre più spettacolari e ben realizzate, l’esibizione dei carri attrae sempre di più i ragazzi, che trovano interessanti andarli a vedere anche senza bisogno di travestirsi.
Poi vi sono accanto ai carri e alle sfilate dei gruppi mascherati, gli eventi collaterali, come gli spettacoli di musica live. Molti giovani dichiarano di essere contenti quando sta per arrivare il Carnevale perché “si vedono in piazza diversi cantanti famosi che non arrivano manco a Capodanno”.
Insomma, per la Gen Z la voglia di ballare sotto il palco è sempre forte, qualsiasi sia la ricorrenza.
C’è una parte di giovani che ama il carnevale invece un po’ più soft: rispetto alle feste in piazza, vengono preferite le feste private, poiché questi eventi includono giochi a tema in cui ci si può sfidare tra amici e il clima più raccolto e personalizzato.
Poi vi è la parte della Generazione Z che percepisce il Carnevale come poco stimolante o non più attuale. Il motivo sta nel fatto che viene associata ad una festa per bambini, troppo confusionaria e per nulla divertente.
Cosa che invece non sembra essere la festa “gemella” di impronta horror che si svolge il 31 Ottobre, ovvero Halloween. Ecco questa, nonostante le molte critiche, sembra prendere ogni anno punti tra i gusti della generazione Z, molto più influenzata dalla cultura anglosassone rispetto agli adulti.
Ad influire sulla minor “attrattività” del Carnevale vi è anche l’intrattenimento digitale: questo ha contribuito a spostare l’attenzione verso altre forme di svago.
Per la Gen Z, quindi, il Carnevale è una realtà complessa e variegata: c’è chi lo vede come un’opportunità per esprimere sé stesso attraverso costumi e feste tra amici, e chi invece lo considera una tradizione ormai poco coinvolgente.
In ogni caso, come molte celebrazioni, anche il Carnevale sta evolvendo, adattandosi ai nuovi stili di vita e alle diverse modalità di divertimento delle generazioni più giovani.











