
Quest'anno cade di domenica, e quindi in pochi ci faranno caso, ma dal prossimo anno la giornata sarà “giorno di vacanza”.
E si, perché il 4 ottobre, dopo quasi 50 anni, è tornato a essere festa nazionale.
Ma la cosa più interessante non è tanto il fatto che il “festeggiato” di oggi, ovvero San Francesco d'Assisi riacquista un posto speciale nel calendario italiano, ma che lo riacquista anche nel cuore dei giovani.
E si perché, nonostante sia morto nel 1226 (quest'anno ricorre l'8° centenario) i suoi messaggi di pace, solidarietà e rispetto per l'ambiente e gli animali sono più attuali che mai.
Cosa sanno i giovani di lui
Per molti ragazzi il suo nome richiama immediatamente il santo che parlava agli animali, che ha scritto il Cantico delle Creature, che ha vissuto in povertà scegliendo di abbandonare le ricchezze per dedicarsi agli ultimi.
Immagini spesso incontrate sui libri di scuola, durante le lezioni di storia e religione, ma che non sempre si traducono in una conoscenza più profonda della sua figura.
Ma più che conoscere i dettagli della sua vita, ai ragazzi piace ciò che Francesco comunica.
La sua rinuncia alle ricchezze non va letta soltanto come una scelta religiosa, ma anche come una critica a un'esistenza costruita sull'apparenza e sull'accumulo.
È un messaggio che può parlare a una generazione cresciuta tra modelli di perfezione esibiti sui social, influencer, consumo continuo e bisogno di approvazione.
I giovani, del resto, non sono soltanto spettatori passivi di questo sistema. Cresce l'attenzione verso il benessere personale, le relazioni autentiche, la sostenibilità e la necessità di trovare un significato nelle proprie scelte.
La pace, l'attenzione agli ultimi e la sensibilità ambientale
C'è poi il tema della pace. In un periodo segnato da guerre, tensioni internazionali e divisioni, la figura di Francesco assume una forza particolare.
Sono principi che parlano soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a vivere in una società multiculturale e sempre più interconnessa, ma nella quale non mancano intolleranza, discriminazioni e linguaggi d'odio.
Anche la sua attenzione verso poveri, malati ed emarginati conserva una grande attualità.
Francesco non si limitava a predicare la solidarietà: sceglieva di stare accanto a chi veniva escluso.
Poi c'è l'altro grande motivo per cui Francesco può risultare vicino alle nuove generazioni: il suo rapporto con la natura.
Il Cantico delle Creature, composto nel XIII secolo, racconta una visione del mondo nella quale ogni elemento del creato merita rispetto.
Oggi questo pensiero incontra temi come la crisi climatica, la tutela della biodiversità e il consumo responsabile. Questioni sulle quali molti giovani hanno maturato una particolare sensibilità, chiedendo maggiore attenzione alle istituzioni, alle imprese e alla società.
Papa Francesco, un ponte tra il santo di Assisi e i giovani
Il legame tra San Francesco e le nuove generazioni passa anche attraverso la figura di Jorge Mario Bergoglio. Quando, nel 2013, scelse il nome Francesco, il primo Pontefice della storia a farlo, spiegò di aver pensato al santo di Assisi come riferimento per una Chiesa povera e vicina ai poveri.
Una scelta che contribuì a rendere ancora più popolare la figura del Poverello anche tra chi non frequentava abitualmente la Chiesa.
Papa Francesco aveva un modo di comunicare diretto, spontaneo, spesso lontano dal linguaggio istituzionale.
E ciò ha contribuito a creare un rapporto di simpatia e vicinanza con tanti giovani, anche al di fuori degli ambienti cattolici.
Nell'esortazione apostolica Christus vivit, dedicata ai giovani, Papa Francesco aveva sottolineato proprio la particolare attrazione delle nuove generazioni verso il creato e la sensibilità ambientale, collegandole alla spiritualità francescana.











