
Ormai i fatti di cronaca nei nostri istituti scolastici sono all'ordine del giorno.
Ieri abbiamo saputo di una notizia davvero spiacevole: a Catania, nell'istituto comprensivo “Dusmet-Doria” di via Case Sante, nella notte tra martedì 29 e mercoledì 30 settembre, si sono introdotti degli ignoti e hanno portato via alcuni climatizzatori installati da poco dall'amministrazione comunale.
Un furto che potrebbe sembrare circoscritto, ma che pone una questione molto più ampia: quanto sono realmente protette le scuole e le attrezzature che lo Stato e gli enti locali acquistano con denaro pubblico?
E soprattutto, ci sono controlli adeguati?
I beni pubblici e una sicurezza ancora troppo fragile
Il problema non riguarda soltanto il valore economico dei climatizzatori sottratti. Quegli apparecchi erano stati installati per migliorare le condizioni degli ambienti frequentati quotidianamente da studenti e personale scolastico nel periodo di forte caldo che abbiamo attraversato ultimamente.
Il loro furto significa quindi privare una scuola di strumenti necessari e, contemporaneamente, costringere l'amministrazione a intervenire nuovamente per sostituirli o ripristinarli.
Tutto denaro pubblico che se ne va e i costi ricadranno ancora sulla collettività.
Trantino duro sui social: "Feccia che non merita di stare nella società“
A denunciare l'accaduto è stato il sindaco di Catania Enrico Trantino, che ha espresso una dura condanna per quanto avvenuto tramite un post reso pubblico sulla sua pagina Facebook.
Il primo cittadino non le ha mandate a dire ed è stato molto duro: “Dovremmo considerarlo un luogo inviolabile data la presenza di bambini, che desiderano solo sapere che nel mondo ci possono anche essere persone cattive, ma che non faranno mai del male a loro. La scorsa notte sono entrati e hanno rubato alcuni condizionatori che avevamo da poco installato. Le Forze dell’Ordine fanno il loro dovere e spesso fermano questa feccia che non merita di stare nella società“.
E poi continua: “Per cultura sono stato sempre un garantista; ma la mia sopportazione ha ceduto. E se venissi a sapere che gente così si è poi fatta male, considerato che anche l’indecenza ha un limite me ne farei una ragione”.
Un concetto che assume un significato particolare proprio quando si parla di sicurezza: non basta proteggere le persone durante le ore di lezione, bisogna anche impedire che, quando l'edificio è vuoto, diventi facilmente accessibile a chi vuole appropriarsi dei suoi beni.
Videosorveglianza e controlli: non possono arrivare dopo il furto
Ora saranno le forze dell'ordine a ricostruire la dinamica dell'intrusione e a individuare i responsabili. Bisognerà inoltre verificare se la rimozione dei climatizzatori abbia provocato ulteriori danni alle strutture o agli impianti.
Ma l'indagine sui responsabili non può essere l'unica risposta.
Ogni episodio di questo tipo dovrebbe riportare al centro la questione della prevenzione: videosorveglianza, sistemi di allarme, illuminazione, recinzioni e controlli rappresentano strumenti fondamentali per rendere più difficile l'accesso agli edifici scolastici nelle ore in cui sono chiusi.
Adesso le questioni sono altre: quella scuola e le nostre scuole in generale, sono dotate di telecamere di videosorveglianza sufficienti?
Ci sono sistemi di antifurto?
E le forze dell'ordine durante la notte passano mai davanti agli edifici scolastici?
Perché intervenire dopo un furto significa già essere arrivati troppo tardi.











