
Oggi è la Festa dei Nonni e noi di Sudlife abbiamo pensato di fare una riflessione sul rapporto attuale che vi è tra le Gen Z e i loro nonni, cercando di chiederci se, con il passare del tempo e l'aumentare della tecnologia, il divario tra giovani e anziani stai portando ad un allontanamento o meno.
E lo faremo facendo riferimento anche al fenomeno del “nonna maxxing”, espressione ironica nata online per indicare la riscoperta del tempo trascorso con la propria nonna: mangiare ciò che prepara, ascoltare le sue storie, lasciarsi viziare, recuperare piccoli rituali familiari.
Dietro il meme, però, c'è qualcosa di più serio.
La generazione della velocità riscopre la lentezza
La Gen Z vive immersa nella velocità: notifiche, video brevi, messaggi immediati. Le nonne appartengono invece a un universo nel quale le cose richiedevano tempo.
Ed è forse proprio questa distanza a renderle oggi così preziose.
Una nonna non è un algoritmo.
Non suggerisce cosa guardare dopo, non chiede di essere seguita, non misura il valore di una conversazione in visualizzazioni. È semplicemente presente.
E il nonna maxxing sembra dire, con l'ironia tipica dei social, che questa presenza ha ancora un valore.
Non è nostalgia: è connessione
Sarebbe facile leggere tutto questo come una fuga romantica verso il passato. Ma non è necessariamente così.
La tecnologia non sta separando queste generazioni: spesso le sta aiutando a incontrarsi. I nipoti insegnano ai nonni a usare lo smartphone; i nonni restituiscono racconti, memoria e un diverso modo di guardare al tempo.
Il regalo più semplice
Cosa regalare oggi ai nonni?
Sicuramente non servono necessariamente grandi gesti. Può bastare una telefonata, una cena, una fotografia riguardata insieme. O semplicemente una domanda: “Com'era la tua vita quando avevi la mia età?”
Forse il nonna maxxing funziona proprio perché, dietro una parola da internet, ci ricorda una cosa molto poco digitale: il tempo passato con qualcuno è prezioso perché non può essere messo in pausa, salvato o recuperato.











