
Disagio sociale? Problemi psicologici? Non sempre.
Ogni volta che un adolescente compie un gesto violento siamo portati a cercare una spiegazione nella sua storia personale: la fragilità, la solitudine, la famiglia.
Elementi che possono certamente contare, ma che oggi non bastano più a raccontare tutto.
Perché c'è una nuova dimensione della violenza che non nasce necessariamente nelle strade, nelle periferie o dentro una famiglia problematica.
Nasce dentro uno schermo e nelle comunità digitali. E può trasformare la violenza, il rischio e la trasgressione in una forma di riconoscimento.
È il territorio del nichilismo virtuale violento, il Nihilistic Violent Extremism, un fenomeno relativamente recente nel quale alcune comunità online possono diventare terreno di radicalizzazione, coercizione, emulazione e ricerca di status.
I casi di Roma e San Cataldo
Il caso di Roma, con l'aggressione di una professoressa da parte di uno studente di 13 anni e gli elementi relativi alla possibile registrazione e diffusione online dell'azione, porta questa realtà dentro una scuola.
Ma sarebbe un errore pensare che il problema riguardi soltanto gli adolescenti più grandi.
Le due sorelline di San Cataldo, 8 e 12 anni, erano scomparse per circa 21 ore. Sono state poi ritrovate all'interno di un negozio vicino casa.
La Procura di Caltanissetta ha escluso il coinvolgimento di terze persone e ha chiesto l'archiviazione dell'indagine per sequestro di persona: le bambine, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avevano deciso autonomamente di nascondersi per trascorrere la notte nel negozio, imitando una challenge vista su YouTube e sui social.
Non è un caso di nichilismo violento. Non è terrorismo.
Ma racconta qualcosa che riguarda entrambi i fenomeni: la forza dell'emulazione digitale.
La Procura ha spiegato che una delle bambine aveva visto ripetutamente contenuti di questo tipo e aveva deciso di riprodurre la sfida coinvolgendo anche la sorellina.
Alcuni dei video osservati online, secondo gli accertamenti, avevano raggiunto milioni di visualizzazioni.
Quando la sfida diventa violenza
Nel nichilismo virtuale violento il meccanismo fa un salto molto più pericoloso.
Non si tratta più soltanto di imitare una challenge. In alcune comunità digitali, la logica della prova può diventare strumento di controllo e coercizione.
Le ricerche sul fenomeno NVE e sulle reti associate descrivono dinamiche nelle quali una persona può essere avvicinata, conquistata attraverso una relazione apparentemente amichevole e poi sottoposta a pressioni, minacce o ricatti.
Il materiale personale può diventare una leva per costringere la vittima a fare altro. E il paradosso è che chi inizialmente subisce la pressione può essere progressivamente spinto a coinvolgere altre persone.
La vittima può diventare parte del meccanismo che l'ha intrappolata.
È questo uno degli aspetti più inquietanti di queste comunità: non hanno necessariamente bisogno di reclutare persone già violente. Possono trasformare vulnerabilità, paura e bisogno di appartenenza in strumenti di controllo.
Poi arriva la competizione. In alcune di queste reti la reputazione può essere collegata alle azioni compiute, alla loro gravità o alla capacità di ottenere materiale e coinvolgere altre persone.
La logica è quella della gamification: qualcosa che nella realtà sarebbe gravissimo viene trasformato in una prova da superare, in un'impresa da dimostrare, in un modo per conquistare riconoscimento.
Ricatti, umiliazione e controllo
Il ricatto diventa allora uno degli strumenti più potenti.
In alcune comunità estremiste online sono state documentate forme di coercizione nelle quali materiale personale o compromettente viene utilizzato per esercitare pressione sulle vittime.
L'obiettivo può essere ottenere ulteriori contenuti, imporre comportamenti o costringere la persona a coinvolgere altri soggetti.
Il risultato è una spirale difficile da interrompere: più una persona viene coinvolta, più diventa difficile uscire dal gruppo.
E ciò che viene prodotto può continuare a circolare, diventando uno strumento permanente di intimidazione e umiliazione.











