
“Dov’eri quando sono crollate le Torri Gemelle?”. È una di quelle domande che per una generazione ha ancora un significato preciso.
Per chi oggi ha quarant’anni o più, l’11 settembre 2001 è un brutto ricordo. Per chi è nato alla fine degli anni Novanta o dopo il 2000, invece, è semplicemente una pagina di storia di cui si sa poco.
E il problema è che quella pagina, per molti ragazzi italiani, non è stata studiata abbastanza.
A fotografare questa distanza era già stata un’indagine realizzata da Skuola.net nel 2021 su circa 500 studenti tra gli 11 e i 20 anni.
I risultati erano tutt’altro che rassicuranti: soltanto il 50% degli under 20 coinvolti possedeva, secondo l’indagine, gli strumenti sufficienti per comprendere davvero la portata dell’evento.
Al-Qaeda, Isis, Bush: la storia che si confonde
Le risposte degli stessi ragazzi raccontavano una conoscenza spesso superficiale.
Circa 9 studenti su 10 sapevano che l’11 settembre era stato un attentato terroristico contro gli Stati Uniti e che le Torri Gemelle di New York erano state colpite. Ma quando si entrava nei dettagli, le certezze diminuivano.
Solo il 41% attribuiva correttamente l’attacco ad Al-Qaeda. Circa uno studente su quattro indicava invece l’Isis e più di uno su cinque i talebani.
Ancora più significativo il dato sulla guerra successiva: soltanto il 44% collegava direttamente l’11 settembre alla guerra in Afghanistan, mentre il 19% indicava quella in Iraq.
E persino il presidente americano dell’epoca non era sempre riconosciuto: solo il 51% indicava correttamente George W. Bush, mentre il 24% rispondeva Barack Obama.
Non sono semplicemente errori su una data.
Sono pezzi di storia contemporanea che si stanno scollegando tra loro.
Non se ne parla in classe
La parte forse più interessante dell’indagine, però, riguarda proprio la scuola.
Un ragazzo su tre dichiarava di non aver mai parlato dell’11 settembre in classe. Un altro 22% ne aveva parlato, ma al di fuori delle lezioni vere e proprie.
Eppure gli studenti non sembravano affatto disinteressati.
Al contrario: il 94% riteneva importante ricordare l’11 settembre, mentre il 95% considerava la scuola il luogo giusto per continuare a parlarne.
È questo il paradosso: spesso si dice che ai ragazzi non interessa la storia. Ma quando sono stati interrogati proprio su questo tema, la risposta è stata praticamente opposta: non chiedevano meno storia, chiedevano più storia contemporanea.
Il programma di storia è enorme, ma le ore sono limitate e spesso il tempo per arrivare davvero agli ultimi decenni diventa pochissimo.
Così può succedere che uno studente conosca la Rivoluzione francese ma abbia difficoltà a spiegare cosa sia successo nel mondo dopo l'11 settembre.
La famiglia e Tik Tok arrivano prima della scuola
E allora chi racconta l’11 settembre ai ragazzi?
Secondo l’indagine, molto più spesso la famiglia e i social.
Quasi il 90% degli studenti aveva ricevuto almeno le informazioni di base da genitori e parenti. La scuola, invece, risultava molto meno presente.
Ed è comprensibile.
Un genitore che nel 2001 era adolescente o adulto può raccontare la sensazione di quelle ore, le immagini viste in televisione, l'interruzione dei programmi, la paura di una guerra che sembrava improvvisamente vicinissima.
Altri hanno invece dichiarato di aver saputo di quest'evento vedendo video postati su Instagram, Youtube e TikTok.











