
Tra oggi e domani risuonerà la campanella che darà il via all'anno scolastico 2026/2027, che segnerà l'inizio di una scuola diversa, alle prese con nuove tecnologie, nuove regole e una crescente attenzione al benessere degli studenti.
Dall'ingresso ufficiale dell’intelligenza artificiale alla revisione dei programmi del primo ciclo, passando per lo psicologo gratuito, i controlli con il metal detector e le nuove regole sull’educazione sessuale, sono numerosi i cambiamenti che studenti e famiglie dovranno imparare a conoscere.
E mentre alcune novità debuttano proprio quest’anno, altre rappresentano la prosecuzione di una trasformazione iniziata già nel 2025: smartphone vietati a scuola, stretta sul voto in condotta e nuove conseguenze per le sospensioni sono ormai parte del nuovo volto della scuola italiana.
Nuovi programmi: la scuola prova a guardare al futuro
A fare il punto sulle principali misure è Skuola.net, che ha raccolto le novità più importanti dell’anno scolastico che sta per iniziare.
Tra le trasformazioni più importanti c’è sicuramente l’arrivo delle Nuove Indicazioni Nazionali, introdotte dal Decreto Ministeriale 221/2025 e destinate a sostituire definitivamente quelle del 2012.
Non si tratta di un semplice aggiornamento sulla carta. Da queste indicazioni dipendono infatti programmi, obiettivi e metodologie didattiche con cui gli studenti affronteranno il proprio percorso scolastico.
Il cambiamento partirà gradualmente: da settembre coinvolgerà scuola dell’Infanzia, classi prime della primaria e classi prime delle medie. Chi ha già iniziato il proprio ciclo continuerà invece con le precedenti indicazioni fino alla conclusione.
Tra le novità più curiose c’è anche il possibile debutto del Latino per l’Educazione Linguistica (LEL) già in seconda e terza media. Non un semplice anticipo dello studio grammaticale, ma un tentativo di utilizzare il latino per comprendere meglio l'origine delle parole e l'eredità linguistica e culturale del passato.
Nel frattempo, si lavorerà anche ai programmi delle superiori, che dovrebbero entrare in vigore dall’anno scolastico successivo.
L'AI entra finalmente in classe
Per anni si è discusso di ChatGPT e degli strumenti di IA come di una minaccia o, al contrario, come di una straordinaria opportunità per la scuola. Ora il dibattito entra in una fase diversa: l’intelligenza artificiale diventa parte integrante del sistema scolastico.
Dal 2 agosto 2026 l’AI Act europeo è pienamente operativo e pochi giorni dopo il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo di adeguamento nazionale.
Per le scuole questo significa soprattutto regole più precise. Ogni istituto dovrà dotarsi di un proprio regolamento per disciplinare l'utilizzo dell’IA da parte di studenti e personale.
Sono inoltre previsti Comitati Tecnico-Etici Territoriali, chiamati a seguire le sperimentazioni e a garantire sicurezza e tutela della privacy.
L’intelligenza artificiale entrerà anche nell’Educazione Civica, attraverso lo studio delle sue implicazioni etiche e sociali.
Il Ministero ha previsto 200 milioni di euro, 100 dei quali destinati alla formazione continua dei docenti. Una scelta che appare quasi obbligata: non basta vietare o autorizzare l’IA, bisogna insegnare a usarla.
Arriva anche lo psicologo gratuito
Se l’IA rappresenta la sfida tecnologica, il disagio giovanile è probabilmente quella più delicata sul piano umano.
Per questo nel 2026/2027 diventa operativo AscoltaMI, il servizio promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito insieme al Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi.
Con un finanziamento di 18,5 milioni di euro, il progetto sarà rivolto agli studenti dell’ultimo anno delle medie e del primo biennio delle superiori.
Il sistema sarà completamente digitale: attraverso UNICA, i genitori potranno richiedere un voucher gratuito per cinque colloqui psicologici individuali in videoconferenza.
È un passo importante, perché significa riconoscere che la scuola non può più occuparsi soltanto dei voti. Ma cinque incontri, per quanto possano rappresentare un aiuto concreto, difficilmente possono essere considerati una risposta definitiva a un disagio giovanile sempre più complesso.
Educazione sessuale, la parola chiave è consenso
Anche l’educazione affettivo-sessuale cambia cornice, ma non scompare dai programmi scolastici.
Rispetto, relazioni, nozioni fondamentali di educazione sessuale e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili continueranno a essere affrontati in modo adeguato all’età degli studenti.
La scuola, però, dovrà seguire procedure specifiche quando intenderà andare oltre i contenuti curricolari. In quel caso sarà necessario informare le famiglie, ottenere il consenso e condividere preventivamente i materiali didattici.
Regole particolari riguarderanno anche la partecipazione di esperti esterni e associazioni, che dovranno essere approvati dagli organi collegiali competenti.
Metal detector: quando la scuola diventa anche una questione di sicurezza
Maggiore attenzione sarà data alla sicurezza. Dopo i numerosi episodi di violenza e accoltellamenti, i dirigenti scolastici potranno richiedere, nei contesti più a rischio, controlli delle forze dell’ordine anche attraverso metal detector.
La misura si aggiunge alle disposizioni del Decreto Sicurezza contro la circolazione di armi tra i minorenni. Una scelta che fotografa una realtà difficile: la scuola è sempre più chiamata a gestire problemi che nascono ben oltre i suoi cancelli.
Istituti tecnici, arriva la scuola del “4+2”
Il 2026/2027 segna l’avvio della riforma dell’istruzione tecnica e professionale, con maggiore spazio a STEM, laboratori e collaborazione con imprese, università e ITS Academy.
Entra inoltre a regime la filiera “4+2”, che permette di ottenere il diploma in quattro anni e proseguire verso università, lavoro oppure un biennio di specializzazione tecnica superiore.
L’obiettivo è avvicinare maggiormente scuola e mondo del lavoro, una sfida importante ma che non dovrebbe trasformare la formazione in una semplice anticamera dell’occupazione.
Il Liceo Matematico proverà a cambiare il modo di studiare la matematica
In 100 scuole superiori partirà la sperimentazione del Liceo Matematico, inserito all’interno di indirizzi già esistenti come Scientifico e Classico.
Il cuore del progetto sarà il Laboratorio Matematico, con attività interdisciplinari che collegheranno la matematica ad arte, filosofia e letteratura.
La sperimentazione comporterà anche ore aggiuntive di lezione: due in più alla settimana nei primi due anni e una dal terzo al quinto.











