
Per anni la Pubblica Amministrazione è stata considerata il simbolo della stabilità, ma anche di procedure lente, carriere rigide e un'età media sempre più elevata.
Oggi quello scenario sta cambiando rapidamente: il ricambio generazionale imposto dai pensionamenti, insieme alla spinta verso la digitalizzazione, sta ridisegnando il volto degli uffici pubblici e creando una delle più grandi campagne di reclutamento degli ultimi decenni.
Nei prossimi sei anni sarà infatti necessario sostituire circa un milione di dipendenti che lasceranno il servizio.
Una sfida organizzativa che si traduce in un'enorme opportunità per chi cerca lavoro.
Il Ministro Zangrillo: “Una PA più giovane”
Ma le assunzioni sono soltanto una parte del progetto illustrato dal Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, durante il vodcast #Sapevatelo di Skuola.net.
Secondo il ministro, gli stipendi iniziali nella PA si attestano mediamente tra 1.500 e 1.600 euro netti al mese, livelli che in alcuni casi risultano superiori alle retribuzioni offerte ai neolaureati in determinati comparti del settore privato.
L'obiettivo è costruire una PA più giovane, digitale e attrattiva, grazie a Intelligenza Artificiale, percorsi di carriera più meritocratici, maggiore flessibilità e condizioni economiche competitive.
IA, concorsi digitali e assunzioni più rapide
I bandi passano oggi attraverso inPA, il portale unico del reclutamento, che ogni anno gestisce circa 22 mila concorsi.
Solo nel biennio 2024-2025 sono stati pubblicati quasi 300 mila posti.
Per orientare i candidati in un'offerta così ampia è arrivata Camilla, l'assistente virtuale basata sull'Intelligenza Artificiale che, analizzando competenze, titoli di studio e preferenze territoriali, suggerisce in pochi secondi i concorsi più adatti al profilo del candidato.
L'innovazione riguarda anche i tempi delle selezioni: se in passato potevano servire oltre due anni per completare una procedura, oggi il percorso può concludersi nell'arco di 4-5 mesi.
Carriere più veloci e smart working
La trasformazione non riguarda soltanto il reclutamento.
A cambiare è anche il modo di costruire una carriera.
Con il nuovo DDL Merito, i dirigenti potranno valorizzare i dipendenti che dimostrano capacità e risultati, proponendone l'avanzamento professionale, che sarà poi sottoposto al controllo di una commissione esterna.
Sempre più centrale sarà inoltre il lavoro per obiettivi. Lo smart working diventa uno strumento strutturale, con una valutazione basata sulle performance e non sul numero di ore trascorse alla scrivania.
Il ricambio generazionale
Dietro questa rivoluzione c'è soprattutto una questione demografica.
Per oltre vent'anni il blocco del turnover ha progressivamente invecchiato gli organici della Pubblica Amministrazione, facendo salire l'età media fino a 52 anni.
Negli ultimi anni, però, la tendenza si è invertita. Tra il 2023 e il 2025 sono entrate nella PA 645 mila persone: oltre la metà ha meno di 40 anni e più del 28% non ha ancora compiuto 30 anni.
Un ricambio che ha già abbassato l'età media a 48 anni.
La vera sfida deve però ancora arrivare.
Come ha spiegato Paolo Zangrillo, entro sei anni andrà sostituito circa un milione di dipendenti destinati alla pensione. Un ricambio senza precedenti che renderà Gen Z e Millennials sempre più centrali nel funzionamento della macchina pubblica.
Gli ITS Academy al centro della nuova PA
Tra i profili più ricercati ci sono quelli tecnici, indispensabili per accompagnare la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione.
Per questo il Governo punta sugli ITS Academy, ai cui diplomati viene riservato un percorso dedicato: contratto da 36 mesi con qualifica di funzionario, stipendio pieno e università finanziata dallo Stato.
Al conseguimento della laurea il contratto potrà trasformarsi automaticamente a tempo indeterminato.
L'obiettivo è formare e trattenere professionalità strategiche come data analyst, esperti di cybersecurity e specialisti della transizione ecologica, figure sempre più richieste per modernizzare la PA.










