
La Sicilia prova a riscrivere il calendario scolastico estivo per gli studenti di elementari e medie: scuole aperte anche a giugno, luglio e agosto con l’obiettivo dichiarato di contrastare dispersione scolastica e povertà educativa.
Una misura contenuta nella circolare “Percorsi estivi”, promossa dall’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, che mette sul tavolo 1,5 milioni di euro per finanziare attività aggiuntive negli istituti dell’Isola.
Sulla carta, l’iniziativa appare condivisibile. Offrire laboratori, attività all’aperto, percorsi culturali e momenti di socializzazione durante l’estate può rappresentare un’opportunità importante per molti ragazzi e un aiuto concreto per le famiglie impegnate a conciliare lavoro e cura dei figli.
L’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano, ha parlato di un’occasione per restituire ai giovani spazi di aggregazione reale in un’epoca dominata dall’isolamento digitale.
Eppure resta aperta una domanda di fondo: basterà tenere le scuole aperte d’estate per ridurre davvero la dispersione scolastica?
Il rischio è che il provvedimento finisca per scontrarsi con la realtà quotidiana di molti edifici scolastici siciliani, spesso privi di interventi strutturali adeguati. In tante scuole mancano impianti di climatizzazione efficienti, spazi moderni e ambienti realmente vivibili nei mesi più torridi dell’anno.
Pensare di trattenere bambini e adolescenti in aule o palestre soffocanti mentre fuori le temperature superano facilmente i 30 gradi, potrebbe trasformare una buona intenzione in un progetto poco attrattivo.
Per molti studenti, soprattutto nelle località costiere, l’estate continuerà inevitabilmente a significare mare, spiaggia e tempo libero. Ed è difficile immaginare che laboratori e attività didattiche possano competere con questa prospettiva senza un serio investimento nella qualità degli spazi scolastici e nell’innovazione delle strutture.
Lo scorso anno molti professori della provincia di Catania che hanno svolto come esperti o tutor le attività estive hanno segnalato che fino a fine Giugno i ragazzi hanno partecipato volentieri, ma dal mese di Luglio in poi a venire erano pochissimi. E si alternavano anche in base ai giorni. La gratuità delle attività spinge infatti i giovani a partecipare “quando ne hanno voglia” o quando i “genitori hanno bisogno di lasciarli da qualche parte.
Bisogna capire gli stessi ragazzi. Dopo 8 mesi di scuola, staccare la spina per loro è importante. E staccare la spina significa anche fare qualcosa al di fuori della scuola.
Il punto, allora, non è soltanto prolungare il calendario scolastico, ma chiedersi quale scuola si vuole offrire ai ragazzi durante l’estate. Perché senza ambienti accoglienti, moderni e realmente adatti ad affrontare il caldo siciliano, il rischio è che le attività estive vengano percepite più come un obbligo che come un’opportunità.
Le attività previste spaziano dai laboratori creativo-manuali alle iniziative musicali, dai giochi all’aperto ai percorsi naturalistici con orti didattici e osservazione degli animali per la primaria. Nelle medie sono previsti anche visite culturali, escursioni e uscite sul territorio.
Gli istituti interessati dovranno presentare la domanda via Pec entro il 3 giugno. Ogni scuola potrà candidare un solo progetto, con un finanziamento massimo di 15 mila euro, mentre le attività dovranno concludersi entro il 31 agosto.











