imgi_5_sudlife-r3gywm7483oxviwiix7z4duuncy3koh4lew3lubfz4
imgi_5_sudlife-r3gywm7483oxviwiix7z4duuncy3koh4lew3lubfz4

PAGINE

Categorie

Categorie

Il Lifestyle come lo raccontiamo noi

imgi_2_sport-r3gyvr6fykih8e5kk1tac3on1n6zio1zh5d2rplfog
press2a
hitech-r3gyukvpf0wkpxv0f1j2pwcwbazgwae2bc0869c5gg
style-r3gyxz2q3hjun8xilickq1itje96oxv644tck8ayzk
imgi_10_sudpalermologo
sudarte-r3gyw83jdl5n1dgzt94kkzexqkvld7x5jh3teowckg
gusto-r3gyriwl7eq0zkar97zq463yt81ivp9gw7of0vv7og
salute-r3gyuy1g2pel8hbwa77uot1cmp6lw1ub1550w4sn1c

facebook
instagram
youtube
whatsapp
Paura del terrorismo: dopo l'episodio di Modena cresce l’ansia tra i giovaniErrori? Per metà degli studenti sono un’opportunità di crescitaBoom degli ITS: il percorso breve che conquista gli studentiGen Z: comprano più delle altre, ma si indebitano e faticano ad avere una stabilità economicaSi chiude il Palio d’Ateneo 2026: tre giorni di festa e sport con migliaia di studenti protagonisti a CataniaInclusiva, flessibile e meno legata ai modelli tradizionali: ecco l'idea di famiglia della Gen Z

Per qualsiasi informazione puoi contattarci a:

 

info@sudlife.it

+39 339 7008876

IN EVIDENZA

Università online: in Italia la preferisce uno studente su 5. Dopo il covid iscritti raddoppiati

2026-05-04 06:00

Valerio Saitta

Apertura, Università, Hi-tech,

Università online: in Italia la preferisce uno studente su 5. Dopo il covid iscritti raddoppiati

300mila i giovani che l’hanno scelta: ne apprezzano la flessibilità, la digitalizzazione e il progressivo riconoscimento.

result_fotor-ai-20260114173141.jpeg

300mila i giovani che l’hanno scelta: ne apprezzano la flessibilità, la digitalizzazione e il progressivo riconoscimento.

 

Un tempo l’università telematica era considerata un’università di “serie b”. Denigrata, considerata più facile rispetto ad una tradizionale, che offre un livello scarso di preparazione e non vista di buon occhio dalle aziende. Eppure oggi le cose sembrano essere cambiate e in particolare nel nostro Paese gli atenei online dopo la pandemia hanno avuto una crescita esponenziale, con le iscrizioni che in cinque anni si sono raddoppiate, in controtendenza con le immatricolazioni complessive che invece registrano un calo. In pratica oggi uno studente su cinque sceglie l’università online. Un dato che difficilmente può essere letto come una semplice tendenza passeggera.

Se facciamo un paragone con l’Europa, notiamo che in tutto il continente la quota di studenti coinvolti nella didattica online si colloca tra il 10% e il 20%. In alcuni Stati il fenomeno assume dimensioni particolarmente rilevanti: la Spagna ad esempio è prima in questa classifica, con oltre 338.000 studenti che studia completamente online, pari al 18,5% della popolazione universitaria. L’Italia segue da vicino, con più di 300.000 iscritti alle università telematiche, mentre il Regno Unito si attesta su circa 270.000 studenti. Germania e Francia mostrano numeri simili, seppur inseriti in modelli organizzativi differenti.

Secondo il primo Rapporto sulle università online in Europa realizzato da AteneiOnline, oltre il 90% dei corsi di laurea a distanza nel nostro Paese è erogato da istituzioni non statali. Un dato che segna una distanza evidente rispetto al resto del continente, dove l’online è prevalentemente nelle mani delle università pubbliche, sia in forma autonoma sia integrata nei percorsi tradizionali.
Questa anomalia non è neutrale. Piuttosto, sembra raccontare una difficoltà del sistema pubblico italiano ad adattarsi con tempestività a una domanda crescente di flessibilità. Una domanda che non nasce solo da esigenze logistiche, ma da trasformazioni più profonde: studenti lavoratori, percorsi non lineari, bisogno di formazione continua.
Al di là delle differenze, l’Italia condivide con gli altri Paesi europei alcune traiettorie di fondo: la spinta verso una formazione più flessibile e continua, l’accelerazione alla digitalizzazione e, forse soprattutto, il progressivo riconoscimento dell’equivalenza tra didattica online e in presenza. Non è più solo una questione di accesso, ma di legittimità culturale.

In questo quadro, anche gli indicatori di qualità sembrano allinearsi. I livelli di soddisfazione degli studenti e i tassi di occupazione dei laureati telematici tendono ormai a convergere con quelli dei percorsi tradizionali. Un elemento che contribuisce a ridurre diffidenze ancora diffuse e a consolidare il ruolo dell’online nel sistema universitario.
Parallelamente, cresce anche il peso economico del settore. Il mercato europeo dell’e-learning, stimato in oltre 57 miliardi di dollari, continua la sua espansione e si avvicina ai 62 miliardi previsti per il 2026. A trainarlo sono soprattutto le istituzioni universitarie, che rappresentano quasi la metà del mercato.
Ancora una volta, il Regno Unito si distingue per dimensioni e capacità di attrazione internazionale, con un mercato da circa 10 miliardi di euro. Seguono Germania e Italia, entrambe sopra i 3 miliardi, con prospettive di crescita sostenuta. Più contenuti, invece, i numeri dei Paesi nordici, dove la minore popolazione incide sulla dimensione complessiva del mercato.

Resta, in controluce, una domanda più ampia: se l’università online è ormai una componente stabile e legittimata del sistema educativo, quale sarà il ruolo delle istituzioni pubbliche nei prossimi anni? In Italia, più che altrove, la risposta a questo interrogativo potrebbe ridefinire non solo gli equilibri del settore, ma anche l’idea stessa di accesso all’istruzione superiore.

SudLife

Edito da: Sudpress S.r.l. C.da Giancata s.n., Zona Industriale – 95128 Catania

SudLife è una testata del Gruppo SudPress

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

imgi_5_sudlife-r3gywm7483oxviwiix7z4duuncy3koh4lew3lubfz4

La tua pubblicità su SudLife passa da qui! 

Scopri le opportunità, invia una richiesta