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Al via i viaggi d’istruzione, ma tra costi elevanti, accompagnatori non disponibili e mancanza d’interesse

2025-05-12 07:00

Valerio Saitta

Apertura, attualità, Scuola,

Al via i viaggi d’istruzione, ma tra costi elevanti, accompagnatori non disponibili e mancanza d’interesse a stare con i coetanei 1 alunno su due non partirà.

Maggio è il mese in cui gli alunni sono coinvolti nei viaggi d’istruzione con le loro scuole. Viaggi d’istruzione che dopo la pausa forzata degli anni

Maggio è il mese in cui gli alunni sono coinvolti nei viaggi d’istruzione con le loro scuole. Viaggi d’istruzione che dopo la pausa forzata degli anni del covid sono ripresi da due anni, con i lavoratori del settore turistico ben felici di accogliere nuovamente persone negli hotel e nei ristoranti in un periodo dell’anno diverso dall’estate.
Il dato che fa riflettere è però il fatto che quest’anno solo un ragazzo su 2 andrà in gita. Da un’indagine effettuata dall'Osservatorio sulle gite scolastiche di Skuola.net, che ha coinvolto circa 3.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado, si conferma infatti il trend ormai consolidato dopo la pandemia che vede aumentare la percentuale di studenti che rinunciano a partire. 

I motivi che portano le scuole ad annullare i viaggi di istruzione o gli studenti a non partire sono sostanzialmente gli stessi. Il principale ostacolo è rappresentato dall’indisponibilità dei professori ad accompagnare le classi: un problema comune per 4 studenti su 10. Seguono poi un buon 18% che afferma che i costi di trasporto e alloggio, talvolta molto elevati, hanno portato le scuole a non organizzare affatto la gita, considerando il rischio che molte famiglie, dopo aver avviato la procedura, poi rinunciassero. A proposito di questo, anche nelle situazioni in cui si è deciso di realizzare un viaggio scolastico, circa 1 ragazzo su 10 non ha potuto partecipare perché non si è raggiunto il numero minimo di iscritti. 
Infine, nel quadro generale, continuano a pesare i motivi disciplinari, accentuati dall'attenzione rinnovata sulla condotta degli studenti. Non a caso, il 14% ha dichiarato di non partire a causa del comportamento della propria classe.

L’indagine riporta infine un’altra motivazione, onestamente sorprendente, che merita una riflessione a parte: un buon 7% degli studenti dichiara che il motivo della non partenza è la mancanza di interesse nel trascorrere alcuni giorni distante da casa, rimanendo in contatto continuo con insegnanti e coetanei. Si tratta di un fenomeno già presente prima dell’emergenza sanitaria e che oggi risulta particolarmente diffuso. Segno che sono lontani i tempi in cui i ragazzi aspettavano la gita solo per il piacere di stare insieme e vivere un’esperienza diversa al di fuori della classe, a prescindere dalla meta scelta. Ai ragazzi evidentemente oggi manca il senso di appartenenza ad un gruppo. La socializzazione avviene in maniera diversa e abbiamo modo di sospettare che la diffusione dei dispositivi elettronici abbia influito su questa voglia di isolarsi e di preferire il divertimento attraverso un mondo virtuale.

Dove andrà chi invece partirà? Le mete più gettonate restano città d'arte e, più in generale, tutti quei luoghi ricchi di storia e cultura. Le istituzioni scolastiche che non hanno dovuto affrontare difficoltà economiche hanno scelto, infatti, mete che offrono stimoli culturali di rilievo. All’estero, si evidenziano Atene e Barcellona, seguite da Praga, Parigi e Dublino. 
Per chi ha scelto di rimanere in Italia anche qui il patrimonio artistico predomina, con Firenze, Napoli e Palermo tra le mete più apprezzate dagli studenti. Roma e Milano, invece, si classificano subito dopo, forse perché tra il Giubileo e il turismo di massa non sono così convenienti. In alternativa, si preferiscono destinazioni di mare o montagna, o città meno turistiche - sempre per motivi di budget - come rivela il 24% degli studenti.

A proposito di prezzi, bisogna sottolineare il fatto che i costi dei viaggi di istruzione influenzano, ovviamente, anche la durata delle escursioni. Per questa ragione, il 40% degli studenti rimarrà in viaggio fino a un massimo di tre giorni. Poco meno di un quarto dei partecipanti prolungherà la permanenza a quattro giorni, mentre circa il 10% trascorrerà l’intera settimana lontano da casa. In media, la durata di un viaggio di istruzione si aggira intorno ai 4 giorni.
Il costo medio si aggira intorno ai 424 euro, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. La fascia di spesa più comune, scelta dal 42% dei partecipanti, si situa tra i 200 e i 400 euro. Tuttavia, il 45% degli studenti ha dovuto prevedere un budget superiore. Considerando questi dati, non sorprende che il pullman sia di gran lunga il mezzo preferito per raggiungere la destinazione (53%), relegando l’aereo (25%) e il treno (13%) a opzioni meno frequenti. La bassa stagione delle crociere scolastiche, in alcuni periodi dell’anno, sta favorendo anche l’uso delle navi come mezzi di trasporto e alloggio per gli studenti: si tratta di un fenomeno ancora marginale (rappresenta il 2% dei partecipanti), ma rispetto all’anno scorso ha raddoppiato i propri volumi.

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